Utilizzo dell’azoto per imbottigliamento del vino nelle cantine

L’imbottigliamento del vino, pur sembrando una fase molto semplice durante il lavoro nelle cantine, è invece una procedura critica e delicata: una volta chiusa la bottiglia con il tappo, infatti, non sarà più possibile intervenire sulla stabilità e la qualità del vino.
Per questo motivo, l’utilizzo dell’azoto per imbottigliamento del vino nelle cantine è fondamentale, visto che l’ossigeno è il nemico numero uno del vino e, come vedremo più avanti, l’uso di un gas inerte come l’azoto consente di eliminare tutto l’ossigeno presente nella bottiglia, incrementando la vita utile del vino.

Imbottigliare il vino: le precauzioni iniziali

L’imbottigliamento del vino è una pratica che richiede parecchia attenzione. Il vino, nella maggior parte delle cantine, va filtrato prima di essere imbottigliato, per renderlo più pulito ed eliminare eventuali batteri o lieviti che potrebbero alterare il colore e il gusto del vino una volta in bottiglia. Filtrare il vino prima dell’imbottigliamento, inoltre, riduce il rischio di trovarsi di fronte a dei depositi all’interno della bottiglia, che in realtà non causano problemi ma che molti consumatori possono trovare “antiestetici”.
Prima dell’imbottigliamento del vino, quindi, va accertata la sua stabilità e la sua salute, così da intervenire in caso di problemi. Nelle cantine industriali, a questo fine, si effettuano diversi esami chimici con l’obiettivo di controllare i livelli di acidità totale e volatile, anidride solforosa libera e totale, ferro, rame, proteine, batteri e lieviti. Valutare questi parametri invece nella produzione casalinga di vino non è semplice e, in certi casi, persino impossibile. Tuttavia, anche nel vino fatto in casa è possibile intervenire prima di imbottigliarlo aggiungendo anidride solforosa e limitando l’effetto dell’ossigeno, ai fini di garantire una maggior durabilità del vino in bottiglia.

Imbottigliamento del vino: l’uso dell’azoto

L’applicazione di azoto è ormai largamente diffusa nel settore alimentare: ma perché si usa l’azoto nell’imbottigliamento del vino nelle cantine? Come spiegato prima, è necessario eliminare completamente l’ossigeno all’interno delle bottiglie prima dell’imbottigliamento del vino.
Durante l’imbottigliamento del vino, come primo passo, viene inserito azoto gassoso nella bottiglia di vetro vuota, eliminando l’ossigeno presente.
Successivamente, la bottiglia viene riempita fino al collo con vino, dopodiché sarà necessario eliminare l’ossigeno che rimane nel cosiddetto “spazio di testa” (la parte del collo tra il vino ed il tappo). A questo scopo, alcuni secondi prima di introdurre il tappo nella bottiglia, viene aggiunto ancora dell’azoto gassoso. In questa maniera, non rimarrà nemmeno una piccola quantità di ossigeno all’interno della bottiglia, la quale potrà conservarsi per più tempo senza che il vino al suo interno venga alterato.

Azoto nell’imbottigliamento del vino: altri vantaggi

Sostituire l’aria all’interno della bottiglia di vino con azoto o un altro gas inerte è una soluzione semplice e logica per evitare il contatto con l’ossigeno. L’azoto, nonché l’anidride carbonica o il gas argon, viene utilizzato nelle cantine in altri momenti, come ad esempio per proteggere il vino all’interno del serbatoio in cui viene conservato prima dell’imbottigliamento, oppure per eliminare l’ossigeno dai tubi che trasportano il vino tramite una pompa o, addirittura, nel momento di servire il vino alla spina.
Infine, utilizzare azoto per imbottigliamento del vino – o altri gas neutri– offre un ulteriore vantaggio da non sopravalutare: riduce la necessità di aggiungere solfiti al vino. Se il vino è protetto dall’azoto gassoso, non sarà necessario ricorrere all’anidride sulforosa per prevenire l’ossidazione del vino. Non solo si potrà produrre un vino senza solfiti aggiunti in maniera eccessiva, soddisfacendo i requisiti di una gran fetta di mercato, ma anche si potranno evitare gli effetti negativi dei solfiti sulle caratteristiche organolettiche del vino. E per chi è interessato a questa metodologia di conservazione ottimale, ci sono aziende specializzate a fornire impianti di azoto per il vino, che grazie alla loro esperienza, sapranno consigliarvi al meglio per ogni vostra esigenza. In questo modo si potrà avere piena autonomia per la produzione di azoto nella propria cantina e si potrà così brindare sempre con un buon bicchiere di vino!

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